Inter, Godin: ‘Ecco come fermeremo Ibrahimovic’

Inter, Godin: 'Ecco come fermeremo Ibrahimovic'

Diego Godin, difensore dell’Inter, ha parlato ai microfoni di Rai Sport nell’immediata vigilia del derby con il Milan: «È una partita fondamentale, sappiamo cosa significa un derby per un tifoso e sappiamo che sono tre punti fondamentali per il campionato ma soprattutto per quello che significa una partita del genere. Ibrahimovic?

È un grande giocatore, un grande attaccante e porta tanta esperienza al Milan. Daremo il massimo in difesa per fermarlo, sicuramente cercheremo di vincere questa partita. Come si vince un derby? Penso che la cosa principale sia entrare in campo al 120% dal punto di vista fisico e mentale. Ci siamo preparati bene, bisognerà dare tanto mentalmente e giocare tutti insieme da squadra”.

Inter-Milan, rivivi LA MOVIOLA: nessun dubbio su 5 dei 6 gol, il var conferma quello di Vecino

Inter-Milan, rivivi LA MOVIOLA: nessun dubbio su 5 dei 6 gol, il var conferma quello di Vecino

Inter-Milan è il posticipo domenicale della 23esima giornata di Serie A e come sempre Calciomercato.com vi offre la MOVIOLA LIVE della gara.

ARBITRO: Maresca di Napoli
ASSISTENTI: Peretti e Paganessi.
IV UOMO: La Penna
VAR: Mazzoleni
AVAR: Schenone

PRIMO TEMPO
9′ – Sul palo colpito da Calhanoglu, Candreva interviene di piede appoggiando a Godin, ma è Padelli a intervenire di mano. Intervento giudicato involontario perchè il passaggio non era diretto al portiere.
28′ – Manca un giallo a Candreva per la trattenuta su Theo Hernandez.
40′ – Regolare il gol di Rebic. Godin chiede un fallo per contatto di Ibrahimovic prima della sponda per Rebic. Contatto che però è regolare ed è di Padelli l’errore che concede al croato di segnare.
45′ – Regolare anche il raddoppio di Ibrahimovic che è tenuto in gioco da Godin a centro area mentre è Skriniar a perdere la sua marcatura.

Inter, Lukaku: ‘Sono qui per vincere. Complimenti al Milan, ma avete visto tutti la nostra mentalità’

Inter, Lukaku: 'Sono qui per vincere. Complimenti al Milan, ma avete visto tutti la nostra mentalità'

Dopo il derby vinto 4-2 in rimonta, Romelu Lukaku ha così parlato a Sky Sport: «Abbiamo fatto bene nel secondo tempo, nel primo abbiamo lasciato al Milan troppi spazi; loro hanno giocato bene, complimenti a loro. Però nella ripresa ci abbiamo messo un’altra intensità, tutto è girato bene. Sono contento di questa vittoria.

Bloccati per il fatto di dover agganciare la Juve? No, nel primo tempo è stata difficile ma nella ripresa tutti hanno visto la mentalità dell’Inter, quella di non mollare e giocare fino alla fine. Io lavoro per la squadra e aiuto la squadra a vincere. Sono qui per vincere, oggi abbiamo vinto e sono contento. Ora testa al Napoli. Il mio feeling con l’Inter e l’Italia è merito di tutta la squadra, lo staff e i tifosi: sapevo che era un campionato difficile, grazie a loro mi trovo bene».

Milan poco umile e con giocatori inadatti. L’Inter sbaglia tutto, ma fa suo il derby e vincerà lo scudetto

Milan poco umile e con giocatori inadatti. L'Inter sbaglia tutto, ma fa suo il derby e vincerà lo scudetto

Come ampiamente previsto sia dalla logica che dal mio pronostico, l’Inter batte il Milan e, in virtù di una migliore differenza reti (in attesa del secondo scontro diretto), parcheggia davanti alla Juve. I punti sono gli stessi, ma oltre al criterio numerico, la squadra di Conte si fa preferire perché vince anche quando è ad un passo dalla sconfitta e riscatta un primo tempo abulico con un secondo feroce e furioso.

E’ finita 4-2, ma il risultato sarebbe potuto essere 3-3 solo per merito di Ibrahimovic (un assist, un gol, un palo), autentico uomo squadra sia per quel che fa, sia per come si mette al servizio dei compagni.

Il Milan, che ha fatto la partita e condotto il gioco, si è suicidato subendo due gol in due minuti (Brozovic al 51’ e Vecino al 53’) e mostrando la povertà di tutta la sua difesa. Parlo di reparto: sul secondo gol Conti ha tenuto in gioco Sanchez, sul terzo (De Vrij di testa da angolo) ha anticipato Romagnoli e sul quarto, nell’ultimo minuto del recupero, Kjaer è stato sovrastato da Lukaku che aveva avviato l’azione a metacampo difendendo palla allo stessa maniera di come avevo anticipato.

Inter, non solo Lautaro: la clausola di Brozovic, le cifre e la scelta per giugno

Inter, non solo Lautaro: la clausola di Brozovic, le cifre e la scelta per giugno

Decisivo. Ancora una volta, Marcelo Brozovic ha messo la sua firma sul derby e sull’importanza totale che riveste in questa Inter: quando gira il croato, gira la squadra di Antonio Conte che ne è un grandissimo estimatore. Il vero centro del mondo per i nerazzurri che non a caso stanno già lavorando alla questione contrattuale anche per Brozovic, perché non c’è soltanto Lautaro Martinez nell’agenda dei rinnovi e della programmazione futura cui dovranno pensare Marotta e Ausilio con il gruppo Suning nei prossimi mesi.

CLAUSOLA E CONTRATTO – L’accordo che lega Brozovic all’Inter scade nel giugno 2022 dunque non c’è un’urgenza ma si sta facendo largo la volontà di ritoccare il contratto del croato: niente di immediato quindi, l’Inter però riconosce i progressi dell’ex Dinamo Zagabria rispetto al precedente rinnovo e soprattutto vuole ridiscutere la clausola da 60 milioni presente nel suo contratto che può attirare diversi club europei. Brozovic non ha mai mostrato segnali di insofferenza in questo senso, anzi; la dirigenza apprezza ma c’è in agenda anche la scelta di parlare con il suo entourage del rinnovo da qui alla prossima estate, volendolo confermare anche a giugno come perno dell’Inter versione 2020/2021 pensata da Antonio Conte. Uno che a Brozovic proprio non vuole rinunciare…

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Intermania: svolta con Adani, Conte ama la pazza Inter da scudetto (non per Ibra)

Intermania: svolta con Adani, Conte ama la pazza Inter da scudetto (non per Ibra)

Un derby da impazzire: di gioia per l’Inter, di rabbia per il Milan. Al termine di una sfida dai due volti, che vede dominare le squadre che attaccano sotto la Curva Nord. I rossoneri del grande ex Zlatan Ibrahimovic (gol e assist per Rebic) nel primo tempo, nella ripresa i nerazzurri di Antonio Conte. Chissà cos’avrà detto ai propri calciatori nello spogliatoio durante l’intervallo… Quando arriva la svolta della serata, ma forse anche di tutto il campionato. Infatti a fine gara l’allenatore pronuncia quella parola (scudetto) che ormai non è più un tabù, ma un sogno concreto: «Quando uno ha fame è giusto che inizia a mangiare«. Checché ne dica Ibra. ​

Conte si era presentato dicendo di non voler più vedere la «Pazza Inter». Ieri l’ha ammirata per la prima volta grazie alla scintilla di capitan Brozovic ed è nato subito l’amore. Come dimostrano le immagini dell’ex ct dell’Italia che al novantesimo dà la carica alla Mourinho e fa alzare in piedi tutto lo stadio. Tornato a intonare un coro che non si sentiva dai tempi del Triplete: «La capolista vola.

Lazio-Inter, il sempre-assente de Vrij torna all’Olimpico? L’ultima volta quel rigore su Icardi…

Lazio-Inter, il sempre-assente de Vrij torna all'Olimpico? L'ultima volta quel rigore su Icardi...

Lazio-Inter, stavolta de Vrij ce la fa? L’ex difensore biancoceleste, che ha segnato il gol del vantaggio nel derby di Milano, stavolta punta con decisione la gara dell’Olimpico. Nel post-partita, ai microfoni di Sky, l’olandese ha dichiarato: Sarà una partita bellissima che tutti vorrebbero giocare, siamo contenti di poterlo fare».

DE VRIJ INTER L’ASSENTE – Sicuramente un’atmosfera speciale accoglierà le due squadre in campo, nel catino bollente dell’Olimpico. de Vrij ha giocato contro la Lazio solo a Milano: le altre 3 sfide le ha sempre saltate, e all’Olimpico non è mai tornato. L’ultima partita in quello stadio, negli occhi dei tifosi della Lazio, è proprio un Lazio-Inter, costato la Champions ai biancoceleste, ed un fallo in area su Icardi proprio di de Vrij, già preso proprio dai nerazzurri…

Eriksen: ‘Scudetto? Manca ancora tanto, ma è bello essere a pari con la Juve. In Premier non c’è questo tifo’

Eriksen: 'Scudetto? Manca ancora tanto, ma è bello essere a pari con la Juve. In Premier non c'è questo tifo'

Intervistato dall’emittente danese TV2 il centrocampista dell’Inter, Christian Eriksen, ha commentato il suo ingresso in campo dalla panchina nel derby contro il Milan e quella punizione da lontanissimo che ha centrato l’incrocio dei pali.

LA PUNIZIONE – «Avrò gli incubi perchè stavo per segnare. Sapevo di dovere stare vicino alla palla e capire se dovevamo applicare qualche schema che abbiamo provato in allenamento. Ma poi ho visto il Milan così indietro e ho pensato di cogliere l’occasione; ho guardato Marcelo Brozovic, mi ha detto di calciare e ho calciato. Cosa sarebbe successo se fosse entrata? Sarebbe stata l’estasi nell’estasi, la ciliegina sulla torta»

BELLA VITTORIA – «E’ stata un’esperienza fantastica, dopo un brutto primo tempo. Sorrido pensando al fatto di avere ottenuto una vittoria».

SAN SIRO – «I tifosi hanno preparato tutto per spingere come un ciclone prima della partita. Queste cose in Premier League non le vedi, perché non sono permesse. Qui lo senti anche quando sei sull’autobus e ti dirigi verso lo stadio, perché i tifosi bussano sulle fiancate; da lì capisci quanto siano caldi e quanto importante sia la sfida»

Inter, Young: ‘Vincere il derby così, non c’è niente di meglio! Dimostrati forza e carattere’

Inter, Young: 'Vincere il derby così, non c'è niente di meglio! Dimostrati forza e carattere'

Inter ancora in estasi dopo il successo in rimonta nel derby, l’esterno inglese Ashley Young commenta a TalkSPORT le emozioni per la vittoria sul Milan: «Vincere il derby è stata una sensazione incredibile, sono felice di aver ottenuto i tre punti. Sono venuto qui per giocare a calcio e vincere, e vincere nel derby di Milano come abbiamo fatto è una sensazione incredibile. Non credo ci sia qualcosa di meglio, potevate intuirlo da come abbiamo esultato al termine della partita, dopo aver dimostrato quale forza e quale carattere abbiamo: perché andare sotto 2-0 e poi vincere in quel modo, è la dimostrazione del nostro carattere».

INTER – Young parla poi dell’adattamento alla nuova vita all’Inter: «Non c’è nulla di strano, volevo una nuova sfida e la sto vivendo, qui mi sto davvero godendo ogni minuto».

La Pagella, Inter: Lukaku, non solo campione. Il rigore a Esposito è da 8

Da quando è arrivato in Italia, si è parlato molto di Romelu Lukaku: alcune critiche, molti elogi che si è guadagnato sul campo. Ma ci piace molto anche parlare del Lukaku uomo, anzi, ragazzo, visto che si comporta da adulto a tutti gli effetti ma in fondo ha appena 26 anni. E’ sempre in prima linea, pronto a esporsi per combattere il razzismo ed ogni forma di discriminazione. Lo fa mettendoci sempre la faccia, ci ha colpito molto quello che ha fatto contro il Genoa: ha affidato un calcio di rigore al 17enne Sebastiano Esposito per consentirgli di segnare il suo primo gol in serie A, un rigore che avrebbe migliorato la sua posizione nella classifica marcatori. Un grande calciatore, un grande campione si vede anche da questi gesti: il nostro voto per lui è 8